Il podio dell’odio e le polpette di tonno.

Se dovessi stilare una lista delle cose che odio questa sarebbe pressoché infinita considerando il fatto che non sono famosa per essere tollerante; sul mio personalissimo podio trovereste però la maleducazione intesa come la totale mancanza di rispetto e cordialità e non come tutto quell’elenco di regole non scritte che altro non sono che convenevoli imposti dalla società: l’educazione è un valore morale per me, non una condotta di comportamento. 

Ci sarebbe poi l’arroganza che io intendo come presunzione non suffragata da fatti: la modestia è un atteggiamento sempre falso e va lasciato ai deboli, ognuno di noi è assolutamente cosciente delle proprie abilità e quindi capace di riconoscere oggettivamente i propri meriti, per questo amo chi ha la presunzione di credere in  stesso a patto che quello che dica corrisponda a verità. L’arrogante si riempie la bocca di parole vuote e si attribuisce talenti che non possiede, ostentandoli come manifesto di superiorità e con la delicatezza intellettiva di una scimmia.
Altra cosa che non sopporto è la falsità: niente è più vigliacco di una menzogna; il bugiardo nell’atto di mentire presuppone che il suo interlocutore sia decisamente più stupido e che non sia dotato delle capacità logiche necessarie ad analizzare razionalmente la realtà. 
 
Vi do una notizia eccezionale menzogneri: chiunque abbiate davanti è o sarà perfettamente conscio della menzogna che gli state raccontando e a quel punto sarete voi quelli meno intelligenti. 
 
Al primo posto tra le cose che odio c’è poi l’ipocrisia, fardello dell’umanità, nemica della mia infinita e personale guerra mondiale per la cui definizione replico testualmente la voce della Treccani: 
 
ipocriìa (ant. ipocreìa e pocriìa) s. f. [dal gr. ὑποκρισίη, forma rara perὑπόκρισις «simulazione», der. di ὑποκρίνω «separare, distinguere», e nel medioὑποκρίνομαι «sostenere una parte, recitare, fingere»]. – Simulazione di virtù, di devozione religiosa, e in genere di buoni sentimenti, di buone qualità e disposizioni, per guadagnarsi la simpatia o i favori di una o più persone, ingannandole: non è umiltà genuinaè i.; nascondere qualcosa sotto la maschera,sotto il manto dell’i.; Onde nel cerchio secondo s’annida Ipocresialusinghe … (Dante). In senso concreto, atto o detto da ipocrita; comportamento ipocrita:talora le convenzioni sociali sono vere i.; tra noi certe isarebbero fuori luogo.
Nient’altro che l’insieme di tutte le altre cose.
 
POLPETTE DI TONNO:
Per circa 10 polpette:
-300 g di tonno al naturale;
-125 g di ricotta vaccina fresca;
-3 uova;
-80 g di pangrattato;
-un pizzico di sale;
-un pizzico di pepe.
In una terrina capiente, mescolate il tonno con la ricotta, 2 uova e 50 g di pan grattato fino ad ottenere un impasto non troppo appiccicoso ed omogeneo ( se necessario unite altro pangrattato o del liquido come acqua o latte). Da questo ricavate tante polpette delle dimensioni che più vi piacciono, passatele nel terzo uovo precedentemente sbattuto e poi nel pangrattato; disponetele su una teglia rivestita con carta da forno, irroratele con un giro d’olio e cuocetele a 180 gradi per almeno 20 minuti: sulle polpette dovrà formarsi un appetitosa crosticina.
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