La domenica e il profumo di farina.

Le domeniche soleggiate d’inverno, i pranzi da mia nonna e l’odore della pasta appena stesa. Sono ricordi che ti riempiono la vita.

STRANGOZZI UMBRI (noi li chiamiamo strEngozzi):
  • Farina;
  • Acqua;
  • Sale.

Per le quantità regolatevi in base al numero dei commensali.

Mescolate la farina con il sale e aggiungete acqua quanto basta per ottenere un impasto elastico e liscio che non si appiccichi alle dita. Lasciate riposare per 1 ora. Riprendete l’impasto e stendetelo in una sfoglia non troppo sottile. Lasciatelo asciugare per circa 30 minuti. Arrotolatelo su sè stesso creando una sorta di tubo. Tagliate la pasta con un coltello liscio e lungo in striscioline leggermente più strette delle normali tagliatelle (dovranno risultare però più spesse) e srotolatele prontamente adagiandole su un piano infarinato distanziandole le une dalle altre per non rischiare che si appiccichino (anche se non dovrebbero).
Dopo aver eliminato l’eccesso di farina lessatele in abbondante acqua salata scolandole quando cominciano a venire a galla.
Andrebbero condite con un sugo di pomodoro leggermente piccante, ma io ho preferito un classicissimo pesto alla genovese ottenuto con il frullatore ad immersione (operazione assolutamente non ortodossa), frullando foglie di basilico fresco, pinoli, uno spicchio d’aglio, pecorino grattugiato e olio quanto basta perchè il composto risultasse fluido.
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